8. Freschi tropici (1º, 2° e 3° PARTE)
Stupirsi prima di partire
La mattina del 13 Dicembre ti sei svegliato prima del previsto: il campanello di casa aveva suonato e tu, dopo aver aperto gli occhi e cacciato una parolaccia ad alta voce nella tua lingua madre (...), eri tornato a dormire, incurante di chi potesse infastidire di sabato mattina la quiete di casa a quell`ora folle. Tre minuti dopo, il campanello ha suonato um`alra volta e a quel punto, insieme al tuo nuovo coinquilino 19enne (che occupava il salotto da un mese...) decidete di capire chi é cosí ostinato e impertinente a tal punto da osare a...
Dopo poco scoprite che l`altro coinquilino (il semiologo timido) –che peraltro ha pensato bene di non passare la notte in casa- ha chiamato una faxineira ( o donna delle pulizie) per pulire la sua stanza...(livelli di stupore e intolleranza al top!).
(Cioé, uno chiama la cameriera per farsi pulire la stanza, non avvertendo i coinquilini e facendola venire di sabato mattina alle 8... pazzesco.)
Incredulo apri la porta di casa e per fortuna il primo impatto é gradevole: la signorina quasi trentenne che ti si presenta davanti e´carina, sorridente e affabile. Menomale. Nonostante lo schiaffo zuccheroso del mattino torni a dormire, visto anche il fatto che le ultime 48 ore le hai passate a preparare le valigie per il trasloco, salutare un pó di amici e ultimare i lavori finali per l`universitá. (Era arrivato il momento di lasciare BH, lo sapevi: eri stanco della cittá, dell´ Universitá, del tempo: avevi veramente bisogno di partire). Quella mattina, poco prima di rimetterti a letto, avevi chiamato al cellulare il tuo coinquilino colpevole per averti rovinato il dolce sonno, decidendo che se tu eri stato svegliato per causa sua, anche lui avrebbe dovuto subire la stessa pena... Al tuo risveglio (3 ore dopo) scoprivi che Martino era giá arrivato a casa tua e... anche lui si era lasciato sorprendere piacevolmente dalla faxinerira. Ma il meglio doveva ancora venire...
Fate colazione, scambiate due chiacchiere riguardo alle ultime cose da comprare e cercate di mettervi in contatto con Paola, vostra compagna di viaggio. Intanto vedete che il giovane diciannovenne D. continua a far battutine sulla signorina che si aggira per la casa... Dopo aver tirato via dalla tua ormai ex-camera le ultime cose, decidi di andare a pranzare fuori con Martino. Al vostro rientro in casa (avevi chiesto a Martino di aiutarti a portare le valigie e lo zaino in casa di Caterina visto che ormai non avevi piú una casa dove lasciar la roba per tutta la durata del viaggio) il giovane D. ti viene incontro e ti chiede seriamente (ma con un sorriso nervoso e sovraeccitato) di potersi chiudere in camera con...indovinate chi? Tu, incredulo ma orgoglioso -come potrebbe essere orgoglioso un fratello maggiore in questi casi- sorridi, gli auguri il meglio e te ne vai da quella strana casa che ti ha ospitato per 4 mesi, stupito e sorridente, pensando che una cosa cosí potesse accadere al massimo solo nei romanzi di Jorge Amado...
Porti le valigie da Cate e aspetti um certo orario per recarti a casa di Martino dove, dopo aver consumato l`ultima cena-snack di BH, saluti Clara, Estrella e gli altri “compagni di intercambio”. Inseguiti da uma valle di lacrime tu, Martino e Paola vi incamminate verso la rodoviaria di BH, dove ad aspettarvi ci sará un onesto bus che vi traghetterá in 12 ore a Brasilia, prima tappa di questa mini-odissea...
RIASSUMENDO
Adesso, dopo tre mesi di viaggio, riassumere il tutto è difficile, e riconosco di aver fatto una grosso cazzata a non annotare, subito dopo ogni tappa, quanto di più significativo del viaggio intrapreso.
Sta di fatto che migliaia di km dopo, ritornato a BH, e con uno zaino ancora che mi fa da guardaroba, scrivere un resoconto è un pò come srotolare una grande matassa dentro al mio cervello: è per questo quindi che cercherò solo di riassumere in brevissimo il viaggio, soffermandomi solo sui punti "caldi" di questa esperienza intensa...
(30 APRILE 2009)IMPOSSIBILE!
Non posso scrivere adesso il resoconto di un viaggio di tre mesi, mi spiace ma devo abbandonare questa ardua impresa (anche perchè sennò sto blog non l'aggiorno mai più...). Indi per cui vi beccherete solo una fotostory, che non è lo stesso ma rende l'idea e aguzza la spocchia...
Il tutto riassume un viaggio di svariati e svariati KM: partiti da BH e diretti a Brasilia, passando per Manaus e da lì lungo tutta la costa fino ad Aracajù (Sergipe). Da Aracajù sono poi rientrato a BH passando per Brasilia (in aereo).Il foto-romanzo è diviso in tre parti: la prima insieme a Paola e Martin; la seconda insieme a Davide (aka Forni aka Porni); e la terza da solo ( o quasi...). BUONA VISIONE!
PARTE PRIMA
1° tappa: Belo Horizonte-Brasilia (Distreito Federal)-bus-


2° tappa: Brasilia- Manaus (amazonas) -aereo-



3° tappa: Manaus-Santarem (Parà)-3 giorni di navigazione



4° tappa: Santarem-Belem-Ilha de Marajò (Parà) -2 giorni e mezzo di navigazione fino a Belem+ 2 ore di battello fino a Marajò-



5° tappa: Belem-Sao Luis (Maranhao)- bus

6° tappa: Sao Luis-Lençois maranhenses (bus)



PARTE SECONDA
Abbandonato Martino al suo destino argentino (dopo un mese di viaggio alla brother-style) mi ritrovo da solo in un paesino disperso del Cearà, in quanto Paola e Daniela-compagna di viaggio fino a Santarem- così come Simon (inglese raccattato a Manaus, novello amante di Daniela) mi/ci avevano già abbandonato a Santarem (lo so, sono una persona orribile..). Dunque prendo appuntamento (come fosse un dottore...)per incontrare a Parnaiba Davide (Porni) per un incontro tutto italiano che ci porterà fino al Cearà e poi (a ritroso) "n'artra vorta" fino a Belem per il social Forum... cose pazzesche!
Adesso, per correttezza di patti e per affetto reciproco, mi ritrovo costretto a scrivere qui ciò che le nostre due menti avevano partorito in quei giorni come un diario di vaiggio a 4 mani: pacco che il taccuino sia rimasto a me e quindi debba fare tutto da solo....
ecco il suo link del blog da lui scritto durante il viaggio (http://misterdayd.blogspot.com/).
Le tappe fatte insieme (dopo la 7° e l ' 8° - fatte da solo) sono state:
(7° tappa: Lençois-Parnaiba (Piaui), passando per Paulino Neves (jeep)
8° tappa: P. Neves-Parnaiba (delta delle americhe) -jeep, nave)
9° tappa: Parnaiba-Jericoacoara (Cearà, passando per Bitupità, Cajueiro da Praia, Barroquinha e Camocim) -a piedi, motoscafo, autostop, mototaxi e camion
10° tappa: Jericoacoara-Ubajara (parco nazionale, Cearà)- Autobus/Van
11° tappa: Ubajara-Piripiri (Parco nazionale "sete cidades", Piauì)- autobus
12° tappa: Piripiri-Teresina (Piauì)-Belem (Parà)- autobus- --->SOCIAL FORUM Mondiale (31 Gennaio-6 Febbraio 2009)
ecco dunque...
"A 4 gambe (e 4 mani): da Parnaiba a Belem"
Arrivato a Parnaiba con una semioscurità ostile a qualsiasi forma di vita, il maidomo Porfi (aka Forni aka Porni) prese il primo mototaxi (economico e mandrogno) che lo avrebbe trasportato alla pousada dove giaceva privo di sensi da già 2 giorni il giovane Falton (aka Faustom aka Fauton), anche lui italiano di nascita ma "brasileiro" di adozione...
E tutto cominciò nel migliore dei modi: un grido lancinante di Porfi sveglia un atletico Falton che, ancora inconsapevole di essere tornato al mondo dei vivi, viene assalito da uno scalpitante Porfi (ore 5,30 del mattino) e ...da parole, parole e abbracci increduli (i due si erano visti mesi fà, a settembre a BH, all'inizio del giro folle di Porfi per il sudamerica...). Qualche ora di resoconti e scambi di sorrisi ammiccanti e Falton propone subito al compagno di misoginie un'escursione dai risvolti misteriosi: visita in barca del fiume Parnaiba- 6 ore col culo in barca. Parnaiba (oltre al fiume) è una cittadina dell'inutile stato del Piauì, ottimo scenario per ridicolezze insite negli intenti dei due babbei.. Questo stato dal nome ridicolo ha tra l'altro un ridicolo litorale che potrebbe fare invidia alla Liguria dei tempi napoleonici... Ma insomma, la temibile traversata si rivela una tranquillissima crociera per famiglie dove sono le merende a base di frutta, la stima reciproca e la musica inaspettatamente gradevole a fare da sottofondo a un paesaggio incantevole. Pance piene, spiagge mozzafiato, il funambolico Umberto (guida, autista e fan di Cristo...) e una attraente paulistana quarantenne culo-zebbrato-d'acciaio renderanno il viaggio un must universale (per viaggiatori che si intrufolano in questo stato senza un perchè). Unica pecca del viaggio, un imbecille: il mozzo tutto-fare che ad un certo punto decide di dimenticare l'amor proprio ( e la sua autostima) per improvvisarsi cacciatore di granchi in mezzo alle paludi di mangrovie degli argini del fiume. Ma per favore! NOTA FINALE: per aver sfidato la pazienza di Apollo-equatoriale il giovane Falton tornerà mestamente in ostello con bruciature a macchie che desteranno pubblica ilarità....

36 ore dopo i 2 giovani sprovveduti in TERRA INCOGNITA partono alla volta della spiaggia di Luis Correia, intenzionati a percorrere nel modo più complicato la strada che li avrebbe portati alla tanto sognata Jeri(coacoara). Dalla sopracitata spiaggia (LC) comincia una 54 ore di peripezie she solo due nostalgici della "BOlogna-Firenze a piedi" potevano concepire...In bus riescono ad arrivare alla bellissima spiaggia di Macapà, dopo 2 ore perse sul ciglio di una strada bollente (texas style) a raccattare un invano passaggio di auto. Giunti a Macapà col calare del sole non gli resta che affidarsi alle cure di una vecchietta che gli offre gallina, pesce, il solito arroz com feijao (riso e fagioli) e il permesso di montare un'amaca e una tenda, estemporaneo tetto per la notte: una notte disturbata dal suono del ridicolo DOMOPAK termico-coperta di Falton (ritenuto da lui stesso un "ottimo acquisto") che farà digrignare i denti a un Porfi dissente (dentro ad una tenda a giocattolo).
Il giorno dopo, lasciato il villaggeto alla Hans e Gretel tropicale, i 2 mecenati assoldano un cappelluto pescatore locale per affrontare la "traversata" in barca fino alla spiaggia di Barra Grande. 5 minuti di traversata, 20 reais e un sacco di promesse pretenziose per una destinazione che si sarebbe dovuta trovare molto prima degli effettivi 20 min. di cammino a piedi e zaino in spalla...
Tra bambini in costume festanti in riva al mare, forti nel signore e intrepidi nella fede P e F (o l'altrimenti rinomatissimo duo Prato-Feito) raggiungono l'attraentissima piazza del loco (quest'ultima provvista di complessi disegni architettonici che lascieranno Porfi tra il perplesso e l'indignato...). Mentre Porfi resta a contemplare queste geometrie, Falton già si era attivato: marpione come al suo solit, si approccia alla minorenne (se non direttrice del turismo locale) Leila, cercando un mezzo di trasporto per la vicina spiaggia di Cajueiro da Praia (n.d. i nomi di persone potrebbero non corrispondere alla realtà; infatti non garantiamo fedeltà reale e neanche narrativa...).
Presi al loro soldo da due sbarbati moto-taxisti, Pippo e Franco, pesanti e disorientati, si diriggono verso un'altra spiaggia di rara bellezza passando per ponti in costruzione, asini con selle, personaggi loschi e casette di fango. Giunti alla meta, ancora frizzanti per il viaggio in moto, vengono adescati da un locale Robinson Crusoe che, quasi disarcionandoli dalla moto, promette loro -oltre ad una pozione per la giovinezza eterna e dell'oro,-un facile trasporto sul suo barchino a vela per il primo paesino litoraneo del Cearà-stato confinante al Piauì (e vedetevi du' carte gggiografiche che vi fa bbbene!).
La barca a vela è di quelle caserecce, tanto che per andare più veloce i due garzoni gettano acqua costantemente sul telo della vela (per tappare i buchi e andare più veloce...) fatta di un materiale non ben definito... Per fortuna il vento c'è ed è abbondante. L'unico ostacolo sembra essere il nuvolame in avvicinamento. Durante il tragitto un velista provetto quale Feito é, si rivela stizzito dal comportamento dei due marinai in barca: di fatti il comfort non è il migliore e spesso i nostri eroi rischiano di urtare contro milioni di oggetti contundenti, il boma della vela e un'ancora gusto tetano... Come spesso succede in questo grazioso paese gli accordi presi sono poco durevoli e il punto di attracco concordato all'inizio vede cambiarsi: in poche parole i due vengono scarrozzati su una spiaggia esanime dove Dio solo sa quale sia stato l'ultimo uomo a mettervi piede.
Celebrando il tutto con una solenne pisciata sul bagnasciuga, mezz'ora dopo di cammino i due avvistano (in ordine di apparizione): palafitte, legna arsa, bambini curiosi e ...astio. I locali, incuriositi come extraterrestri, sono restii a qualsiasi forma di comunicazione, e alla vista dell'apparecchio fotografico di Fausto (che politicamente scorretto cerca di fotografarli a loro insaputa) se la danno a gambe levate. Dopo una dieci minuti (in loop proprio) passata a dire "Madò, dove cazzo siamo finiti!?" e "Adesso qua spunta Polifemo..." e ancora "sti qua ci linciano e ci cuociono le palle..!" i due intrepidi si inltrano nella giungla di case-favelas addossate una sull'altra e realizzano di essere finiti in un luogo estraneo al turismo. (LIVELLO 1 di FASTIDIO sul VideoScreen). Giunti alla piazzeeta centrale de' le pecure di una città dalle fattezze post-atomiche le indicazioni dei locali si rivelano fuorvianti: per raggiungere Barroquinhas i due saranno costretti a mendicare un passaggio in auto al medico locale che, valendosi della sua professionalità e firmezza di spirito, estorcerà ai due fessi lo stesso prezzo del jeep-bus. Il tutto peraltro non prima di aver consumato un pasto a base di sbobba, uova e fagioli-riso offertagli da una caritatevole vecchina che aveva scorto i loro sguardi di fame...consumato il lauto pasto Falton gioca la sua "carta amaca" che posiziona tra il palo della luce e un albero friabile, mentre Porfi se la vede con un piccolo demonio figlio di nessuno che deliberatamente prende a insultare i due per il loro accento ("SEu BURRU!")...
Il tragitto in macchina with-da-doctor dura poco e giunti a Barroquinha-capital town una gentile ragazza informa P e F che devono aspettare le 7 (erano le 4) per prendere l'autobus fino a Camocim pagando peraltro il prezzo dell'intera tratta Parnaiba-Camocim: quello che si direbbe una proverbiale inculata, ecco... I nostri irriverenti e maisazi non si danno pace e agganciano un camionista (che verrà poi soprannominato MR. Justice...)il quale li conduce (tra sedili pellicciosi e patatine al formaggio) sani e salvi alla tanto aspettata Camocim, roccaforte civilizzata e snodo strategico per giungere a Jeri. Passata la notte (chi sull'amaca chi su un letto..) i due vengono a conoscenza di una coppia di francesi che come loro e con loro si affiderà alle mani di un folle jeeper che li traghetterà, attraverso dune, fiumi e palme-fino a Jeri dentro ad un sovraffollato 4X4 (con un'eroica figlioletta quindicenne che si farà metà del tragitto sul tetto del mezzo....

Giunti a Jeri, ad accoglierli c'è Katie-vicina di casa australiana di Larissa, loro gancio reale (o virtuale Couch Surfer) del posto. Vari sorrisi dopo, guidati fino al monolocale, i due prendono atto di essere da soli: di fatti la rubiconda Larissa trovavasi bloccata da giorni a Recife da un'amica. in totale controllo della situazione e dell'abitazione, nelle 48 a seguire i due perderanno il controllo e le staffe: Jerico infatti si dimostrerà un bellissimo posto purtroppo saturo di (in ordine sparso): papponi, wind-kite-sand-bunda surfers,bellissime e frivole ragazze, milanesi squallidi, capoeristi spacconi e troppa, troppa sabbia. Il duo sviluppa così un tipo di rancore a tratti border-line contro i buggeiros locali rissosi e irriverenti (Livello Intolleranza VideoScreen al punto massimo). Con problemi di appendice e di convivenza con la razza umana la coppia lascia alle spalle questa controversa esperienza solo dopo aver conosciuto, all'ultimo secondo la fantomiatica Larissa sul cammino verso l'autobus per la scappatoia: uan bionda rasta in viaggio da 3 anni per il sudamerica con un cuore di panna e le cosce di piombo.

La camionetta per Jijoca, luogo del prossimo scalo, conteneva una sorpresa: 7 infestanti ragazze di (ovviamente!) nazionalità israeliana che non smettono di gioire ad ogni dosso (scaffa). e sono tanti (Livello VideoScreen di Intolleranza a livelli quasi critici) i dossi... Ad allietare le successive ore di attesa notturna a Jijoca ci sarà il classico scemo del villaggio in stato evidentemente confusionale: saranno 3 le volte in cui la calma dei due giovani (che vengono sollecitati a dargli una somma di denaro per raggiungere non si capisce bene quale obiettivo evangelico) verrà messa alla prova. Il bus zozzo e puzzo parte alle 2 di notte (con tutta la normalità dell'orario, direte voi...) e per 3 ore i nostri eroi passeranno stati di semi-incoscienza e delirio... A Sobral le 2 giovani marmotte sono nuovamente impegnatie a combattere attacchi personali di intolleranza (Livello VIDEOSCREEN ROSSO!), stati febbrili e simpatici dolori addominali. Giunti a Ubajara-national PARK Falton affronterà un controllo medico da un medico magnaccione, mentre Forni si disinguerà in città come abile catturatore di falene giganti (diurne). Ammaliati da una lasagna-panacea i due vengono accolti nella "pousada do Alemao", Herbert. tedesco di nascita e brasileiro di adozione, Herbie li sistema nel bel mezzo di una foresta turbo-pluviale tra manghi, jacas e banani. L'alloggio è un simpatico chalet dalle svizzere apparenze: sembra di essere a friburgo e invece siamo in Brasile, cristo! Dopo una delle migliori dormite dall'inizio del viaggio, la colazione li aspetta: frutta, marmellata fatta in casa, kaese, schinken, brott e freschi succhi. La visita al parco (inclusa di caverna ancestrale, cascate e teleferica) sarà un toccasana per i due (Livello VideoScreen Normale), i quali riacquisteranno agilità motoria, freschezza spirituale e stima reciproca. Unica sbavatura dell'intera gita il piccolo Vinicius, giovanissimo rompicazzi saccente che cercando di rompere "precocemente" il cordone ombelicale parentale (nel luogo e momento sbagliato) rischierà innumerevoli linciaggi e facciate sul suolo pietroso preparato a puntino dai due pericolosi italiani, ancora in equilibrio psico-sociale precario...
Non sazi, i due passeranno la notte nella vicina Tianguà, trallallero trallallà.
Il giorno seguente di buon'ora P e F si diriggono verso il terminal-rodoviario dove questa volta le ore di attesa saranno 3. Preso il bus e "ready to go" la giovane coppia (etero) si inoltra verso Piripiri (di nuovo PIAUi'!), puntando al parco "7 cidades". Dopo un viaggio con il condizionatore che pompa aria "stupidamente gelada" (cosa comunissima qui: sarà perchè qui l'inverno non esiste? mah, sarà...) il critico Faustom chiederà gentilmente se sia possibile abbassare il livello di gelo e gli verrà risposto semplicemente: "no, l'aria non si può mica abbassare!". P e F quindi, giunti a Piripiri ancora digrignando i denti (e con le palle ghiacciate) saranno accolti da una popolazione assolutamente ospitale e incredula che li delizierà conottime pietanze e un parco naturale (comprensivo di graffiti rupestri!) "massive"... note dolenti della visita: il ridicolo nome della città; la perdita della chiave di stanza da parte di F alla festa del paese (invitati dalla donna cannone);la ruota bucata al parco da parte di Falton; i vecchi in esubero girovaganti (insieme ai tarri della piazza.


Lascita Piripiri senza peli sulla lingua i due si preparano al viaggio ( di ritorno verso ovest per Falton) in direzione Belem: passata la notte a Teresina (capitale soffocante e inutile del Piaui) in un hotel vicino la stazione, i due si avventureranno in un lungo viaggio (20 ore) di autobus fino a Belem, dove ad attenderli ci sarà la gentilissima e accoglientissima Emilin, che insieme alla sua famiglia, li ospiterà in casa sua nel migliore dei modi, rendendogli facile le prime 48 ore del loro soggiorno a Belem. Passeranno il resto dei giorni all'accampamento universitario insieme a milioni di persone venute apposta per il forum sociale mondiale...
Il viaggio di due settimane fatto insieme li ha stancati, entusiasmati, divertiti, sfiancati, rafforzati e ha rinvigorito la loro già annosa amicizia: ma adesso è arrivato il momento per Forni di concedersi agli affetti; per Falton di rincontrare gli amici di BH, venuti apposta per l'evento. Firmeza Forni! è stato un piacere...
IL SOCIAL FORUM (BELEM: 27 Gennaio-1 Febbraio 2009)
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PARTE III
Dopo aver lasciato amici, nemici e conoscenti, il vostro intrepido amico si inoltra per un lungo mese di viaggio che -ripartendo da Fortaleza- lo porterà per tutta la costa brasileira fino alla capitale del Sergipe, Aracaju. Da lì, stanco (ma ingrassato), ho preso un aereo fino a Brasilia e poi da lì un autobus che mi ha riportato a BH, giusto in tempo per il pic-nic internazionale dell'inizio del secondo semestre...arrivando a BH in data 6 di Marzo 2009.
13° tappa: Belem-Fortaleza (Cearà) -autobus, 24 ore di viaggio...

14° tappa: Fortaleza-Canoa Quebrada (Cearà)


15° tappa: Canoa Quebrada-Natal (Rio Grande do Norte)- autobus
16° tappa: Natal-Pipa (RGN)- autobus

17° tappa: Natal-Joao Pessoa (Paraiba)- macchina


18° tappa: Joao Pessoa-Recife/Olinda (Pernambuco)




19° tappa: Recife-Aracajù (Sergipe)- autobus



20° tappa: Aracajù-Brasilia (aereo)

21° tappa_ritorno a BH (autobus)

Il 6 Marzo sono finalmente tornato a "casa"...
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Deid said: nessuno fuorchè l'idiozia
05/03/2009, at 03:28 [ Replica ]
ciao marinaio dei sette mavi,
ringrazio perchè sei l'unico a farmi i commenti e ti auguro un anno pieno di cose buone. non diventare gay come me, mai! (hai uno stile spacchiuso!)
saluti froci e saudadessss
DA.
Lilli said:
01/05/2009, at 16:29 [ Replica ]
...mo me lo stampo....e leggo con calmaaaaa ... ;) così rosico un pò!.....finalmente fausto eh! rs..beijao...